Dove cercare i porcini: bosco, quota, esposizione e piccoli segreti del terreno
Due cercatori nello stesso bosco, nello stesso giorno, possono tornare uno con il cestino pieno e l'altro vuoto. La differenza raramente è la fortuna: è sapere dove guardare in quel momento della stagione.
1. Il bosco giusto
I porcini vivono in simbiosi con alcuni alberi, quindi il primo passo è scegliere il bosco adatto alla specie e alla stagione:
- Castagneti e querceti di collina e bassa montagna: estatino e porcino nero, da inizio estate.
- Faggete di montagna: il regno del Boletus edulis, da fine estate.
- Abetaie e pinete: il pinarolo, e il B. edulis nei boschi misti.
Contano anche l'età e la gestione. I boschi adulti, con alberi grandi e lettiera spessa, sono in genere i più produttivi. Dopo un taglio importante la produzione cala per alcuni anni, perché gli alberi tagliati non nutrono più il micelio. I suoli acidi (arenarie, graniti, scisti) sono in genere più favorevoli di quelli calcarei.
2. La quota segue la stagione
All'inizio della stagione i porcini compaiono più in basso, dove fa più caldo; con il passare delle settimane la fascia buona sale e poi, con l'arrivo del freddo, ridiscende. In Appennino un andamento tipico è questo:
- giugno-luglio: castagneti e querceti sotto i 900 metri, dopo piogge calde;
- agosto-settembre: faggete tra 900 e 1.600 metri, soprattutto dopo i temporali che rinfrescano l'aria;
- ottobre-novembre: si torna verso le quote medie e basse, mentre in alto il freddo chiude la stagione.
3. Il versante cambia con il calendario
L'esposizione è uno degli aspetti più sottovalutati.
- In estate i versanti esposti a nord e le zone ombreggiate restano più freschi e umidi: sono quelli da cercare.
- In autunno inoltrato il sole è basso, i versanti nord restano freddi e in ombra per gran parte del giorno: rendono di più quelli esposti a sud e ovest, e le radure soleggiate.
- I versanti esposti a vento secco (in molte valli appenniniche quelli verso est e nord-est) asciugano in fretta: dopo la pioggia conviene cercare nelle pieghe riparate.
4. I punti del terreno che rendono di più
Canaloni e avvallamenti
Raccolgono l'acqua che scende dal versante e sono riparati dal vento. Dopo un periodo secco sono gli ultimi posti a seccarsi. Attenzione però al fondo, che con molta pioggia può essere troppo bagnato: meglio i bordi.
Margini e radure
Il bordo del bosco, i lati dei sentieri e delle carrarecce, le piccole radure: qui arriva più luce, il terreno si scalda prima e spesso le nascite sono più abbondanti che nel fitto.
Terrazzi e gradini
Le piccole spianate su un versante ripido trattengono foglie e umidità. Sono ottimi punti da controllare, soprattutto dove si accumula la lettiera.
Creste e dossi
Asciugano per primi. Dopo piogge abbondanti possono andare bene, ma nei periodi secchi conviene scendere di qualche metro sul lato più riparato.
5. I segnali che il bosco "è partito"
- La comparsa di altri funghi che nascono nelle stesse condizioni: in molti boschi l'Amanita muscaria (l'ovolo malefico, rosso a puntini bianchi, velenoso) compare insieme al B. edulis sotto faggi, abeti e betulle.
- Lettiera umida sotto lo strato superficiale di foglie, anche se in superficie sembra asciutta.
- Porcini giovani con il gambo panciuto e il cappello piccolo: segno che la buttata è all'inizio.
6. Un metodo per non perdere tempo
Quando trovi un porcino, guardati intorno con calma: spesso ce ne sono altri nel raggio di pochi metri, perché nascono dallo stesso micelio. Annota i punti buoni: lo stesso micelio produce negli stessi posti anno dopo anno, finché il bosco non cambia.
Su Scovafunghi puoi salvare i tuoi boschi preferiti e vedere ogni giorno in che fase si trovano, tenendo conto di pendenza ed esposizione del punto che scegli. Per sapere quando andare, leggi anche quando nascono i porcini.
Rispetta il bosco. Non rastrellare le foglie, non tagliare i funghi che non raccogli e non calpestare i piccoli. Tra un anno, in quel punto, potresti trovarne ancora.