Mortale
Piccole lepiote Lepiota brunneoincarnata e piccole lepiote

Quando cresce: da luglio a novembre
Fungo mortale. Anche piccole quantità possono uccidere, e la cottura non elimina il veleno. Se pensi di averlo mangiato chiama subito il 118. Leggi la guida alle intossicazioni da funghi.
Come riconoscerlo
| Cappello | Piccolo, da 2 a 8 cm, con squamette brune o vinose su fondo chiaro. |
|---|---|
| Sotto il cappello | Lamelle libere, bianche. |
| Gambo | Sottile, con fasce o fiocchi bruni e un anello fugace. |
| Carne | Bianca o rosata; odore fruttato. |
Dove cresce
Prati, parchi, giardini, margini dei boschi e lettiera. Si trova da luglio a novembre.
Perché è pericoloso
Molte piccole lepiote contengono amanitine, come la falloide: sindrome mortale a lunga latenza.
Con cosa si può confondere
- La mazza di tamburo giovane: per questo non si raccolgono mai lepiote con il cappello sotto i 10 cm. Vedi la scheda →
Scheda tossicologica
| Sindrome | Sindrome falloidea (a lunga latenza) |
|---|---|
| Tossine | Amatossine, come nella tignosa verdognola. |
| Tempo prima dei sintomi | Da 6 a 24 ore. |
| Organi colpiti | Fegato, reni, intestino. |
| Cottura | La cottura non distrugge le tossine. |
Come agisce
Bloccano la RNA polimerasi II nelle cellule del fegato e dei reni.
Quanto è pericoloso
Mortali. Diverse piccole lepiote, anche quelle che crescono in parchi e giardini, contengono amatossine.
Come si sviluppa l'intossicazione
- Incubazione (6-24 ore, di solito 8-12). Non succede niente: chi ha mangiato sta bene e spesso non collega il malessere successivo ai funghi. Intanto le tossine sono già entrate nelle cellule del fegato.
- Fase gastrointestinale (1-2 giorni). Vomito, dolori addominali e diarrea molto abbondante, che portano a una forte disidratazione.
- Falsa ripresa (dal 2° al 3° giorno). I sintomi intestinali calano e il paziente sembra guarire, ma gli esami del sangue mostrano le transaminasi che salgono: il fegato si sta danneggiando.
- Fase epatica (dal 3° al 5° giorno). Insufficienza epatica acuta, disturbi della coagulazione, spesso danno ai reni. Nei casi gravi confusione, coma e morte, se non si interviene con le cure intensive o il trapianto di fegato.
Cosa si fa in ospedale
Non esiste un antidoto specifico. In ospedale si reidrata il paziente, si somministra più volte carbone attivo per ridurre l'assorbimento, si usano farmaci che limitano l'ingresso delle tossine nel fegato (come la silibinina) e si controllano a lungo fegato, reni e coagulazione. Nei casi più gravi l'unica cura è il trapianto di fegato. Prima si arriva, più la prognosi migliora.
Se pensi di averlo mangiato chiama subito il 118 o un Centro Antiveleni, anche se stai bene: con alcuni funghi i sintomi arrivano quando il danno è già in corso. Porta con te gli avanzi, gli scarti di pulizia o una foto dei funghi, e fai controllare anche chi ha mangiato con te. Non provocare il vomito e non prendere farmaci o rimedi casalinghi (latte, aceto, alcol) di tua iniziativa.
Lo sapevi?
La regola pratica dei micologi è semplice: nessuna "mazza di tamburo" con il cappello sotto i 10 cm di diametro va mangiata.
Curiosità
La regola dei 10 cm è una delle prime che si imparano ai corsi micologici.
Approfondisci
Altri funghi: mortale
- Tignosa verdognola (Amanita phalloides)
- Tignosa primaverile (Amanita verna e Amanita virosa)
- Cortinario orellano (Cortinarius orellanus e C. rubellus)
- Falsa spugnola (Gyromitra esculenta)