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Mortale

Tignosa verdognola Amanita phalloides

Detto anche: amanita falloide, angelo della morte · Di Scovafunghi · Aggiornato il 22 ottobre 2026

Foto di Tignosa verdognola (Amanita phalloides)
Foto: Hankwang, licenza CC BY 1.0, da Wikimedia Commons. Le foto aiutano a farsi un'idea, ma ogni fungo può avere aspetti molto diversi.

Quando cresce: da luglio a novembre

GFMAMGLASOND

Fungo mortale. Anche piccole quantità possono uccidere, e la cottura non elimina il veleno. Se pensi di averlo mangiato chiama subito il 118. Leggi la guida alle intossicazioni da funghi.

Come riconoscerlo

CappelloDa 5 a 15 cm, verde oliva, giallastro o quasi bianco, liscio, con sottili fibrille radiali.
Sotto il cappelloLamelle libere, fitte, sempre bianche.
GamboBianco con zigrinature verdastre, con un anello membranoso pendente e alla base una volva bianca a sacco, spesso interrata.
CarneBianca; odore debole da giovane, sgradevole da vecchia.

Dove cresce

Boschi di latifoglie (querce, castagni, faggi, noccioli), più raramente di conifere; anche parchi e giardini alberati. Si trova da luglio a novembre.

Perché è pericoloso

È il fungo che causa la maggior parte delle morti per funghi in Europa. Bastano 30-50 g per un adulto. I sintomi (vomito e diarrea violenti) arrivano dopo 6-24 ore, quando le tossine hanno già raggiunto il fegato. La cottura non elimina il veleno.

Con cosa si può confondere

Scheda tossicologica

SindromeSindrome falloidea (a lunga latenza)
TossineAmatossine (soprattutto alfa- e beta-amanitina) e fallotossine.
Tempo prima dei sintomiDa 6 a 24 ore, di solito 8-12 ore dopo il pasto.
Organi colpitiFegato, reni, intestino.
CotturaLa cottura, il congelamento e l'essiccazione non distruggono le amatossine.

Come agisce

Le amatossine bloccano un enzima indispensabile alle cellule (la RNA polimerasi II): le cellule non riescono più a produrre proteine e muoiono. Il fegato è il più colpito perché le tossine vi si concentrano e vi ritornano più volte con la bile; anche i reni sono danneggiati.

Quanto è pericoloso

È responsabile della grande maggioranza delle morti per funghi in Europa. Anche un solo esemplare può uccidere un adulto. Con le cure moderne la mortalità è scesa, ma una parte dei casi gravi muore o ha bisogno del trapianto di fegato.

Come si sviluppa l'intossicazione

  1. Incubazione (6-24 ore, di solito 8-12). Non succede niente: chi ha mangiato sta bene e spesso non collega il malessere successivo ai funghi. Intanto le tossine sono già entrate nelle cellule del fegato.
  2. Fase gastrointestinale (1-2 giorni). Vomito, dolori addominali e diarrea molto abbondante, che portano a una forte disidratazione.
  3. Falsa ripresa (dal 2° al 3° giorno). I sintomi intestinali calano e il paziente sembra guarire, ma gli esami del sangue mostrano le transaminasi che salgono: il fegato si sta danneggiando.
  4. Fase epatica (dal 3° al 5° giorno). Insufficienza epatica acuta, disturbi della coagulazione, spesso danno ai reni. Nei casi gravi confusione, coma e morte, se non si interviene con le cure intensive o il trapianto di fegato.

Cosa si fa in ospedale

Non esiste un antidoto specifico. In ospedale si reidrata il paziente, si somministra più volte carbone attivo per ridurre l'assorbimento, si usano farmaci che limitano l'ingresso delle tossine nel fegato (come la silibinina) e si controllano a lungo fegato, reni e coagulazione. Nei casi più gravi l'unica cura è il trapianto di fegato. Prima si arriva, più la prognosi migliora.

Se pensi di averlo mangiato chiama subito il 118 o un Centro Antiveleni, anche se stai bene: con alcuni funghi i sintomi arrivano quando il danno è già in corso. Porta con te gli avanzi, gli scarti di pulizia o una foto dei funghi, e fai controllare anche chi ha mangiato con te. Non provocare il vomito e non prendere farmaci o rimedi casalinghi (latte, aceto, alcol) di tua iniziativa.

Lo sapevi?

Il nome inglese "death cap" (cappello della morte) non esagera: secondo la tradizione, l'imperatore Claudio sarebbe stato avvelenato nel 54 d.C. con un piatto di ovoli a cui erano state mescolate tignose.

Curiosità

La volva è spesso nascosta nel terreno: per questo i funghi vanno raccolti interi, con la base del gambo, e mai tagliati.

Approfondisci

Altri funghi: mortale

Fonti di controllo: ISPRA, Manuali e linee guida 104/2013 e 188/2019; Regione Lombardia, "Manuale del cercatore di funghi" (2009); materiali didattici dell'Associazione Micologica Bresadola; White J. e coll., "Mushroom poisoning: a proposed new clinical classification", Toxicon 2019; Ministero della Salute, opuscoli sulla sicurezza dei funghi. Le informazioni sulla salute sono divulgative e non sostituiscono il parere del medico.