Home › Guide

Intossicazioni da funghi: sindromi, sintomi e cosa fare

Di Scovafunghi · Aggiornato il 22 ottobre 2026 · 11 minuti di lettura

Ogni anno in Italia centinaia di persone finiscono al pronto soccorso per aver mangiato funghi, e alcune muoiono. Quasi sempre l'errore nasce da una certezza sbagliata: "questo lo conosco". In questa guida spieghiamo come agiscono i funghi velenosi, perché i tempi dei sintomi sono così importanti e cosa fare subito.

Se hai mangiato funghi e stai male, o hai un dubbio: chiama subito il 118 o vai al pronto soccorso, anche se i sintomi sembrano lievi o sono passati. Porta con te gli avanzi dei funghi, crudi o cotti, e anche gli scarti della pulizia. Non aspettare e non provare rimedi casalinghi.

La regola dei tempi: breve o lunga latenza

I medici dividono le intossicazioni da funghi in due grandi gruppi, in base al tempo che passa tra il pasto e i primi sintomi.

Attenzione: se in un pasto ci sono funghi diversi, i sintomi rapidi di una specie possono mascherare quelli tardivi di un'altra. Per questo il medico deve sapere tutto ciò che è stato mangiato.

Le sindromi a lunga latenza

Sindrome falloidea

È la più grave e la causa della maggior parte delle morti. La provocano le amanitine contenute nella tignosa verdognola, nelle amanite bianche, nella galerina marginata e in molte piccole lepiote. Bastano poche decine di grammi di fungo fresco.

  1. Latenza (6-24 ore, a volte di più): nessun disturbo, mentre le tossine raggiungono il fegato.
  2. Fase intestinale: vomito, dolori addominali e diarrea violenta, con grave disidratazione.
  3. Falso miglioramento (2°-3° giorno): i sintomi sembrano attenuarsi, ma gli esami del sangue mostrano il danno al fegato.
  4. Fase epatica (dal 4° giorno): insufficienza del fegato e spesso dei reni. Nei casi più gravi serve il trapianto di fegato.

La cottura, l'essiccazione e il congelamento non distruggono le amanitine. Prima si arriva in ospedale, più efficaci sono le cure.

Sindrome orellanica

La causano il cortinario orellano e specie affini. I primi sintomi (sete intensa, nausea, dolori lombari) possono comparire da 2 giorni fino a 3 settimane dopo il pasto. Il bersaglio sono i reni: il danno può essere permanente e richiedere la dialisi. Proprio il lungo intervallo rende difficile collegare il malessere ai funghi.

Sindrome giromitrica

È dovuta alla falsa spugnola e a funghi affini. Dopo 6-24 ore compaiono disturbi intestinali, poi possono seguire danni al fegato e al sistema nervoso. Sono tossici anche i vapori che si sprigionano durante la cottura.

Sindrome paxillica e rabdomiolisi

Sono due sindromi particolari, legate al consumo ripetuto. Il paxillo può scatenare una reazione immunitaria che distrugge i globuli rossi. L'agarico equestre, mangiato in grandi quantità per più pasti, è stato collegato a un danno muscolare grave (rabdomiolisi).

Le sindromi a breve latenza

Sindrome gastrointestinale

È la più frequente. Da 30 minuti a 3-4 ore dopo il pasto compaiono nausea, vomito, dolori e diarrea. La provocano molte specie: l'entoloma livido, il fungo dell'olivo, l'agarico tigrato, il porcino malefico, il falso chiodino, l'agarico xantoderma, ma anche funghi commestibili mangiati crudi, poco cotti o mal conservati.

Sindrome muscarinica

Dopo 15 minuti-2 ore: sudorazione abbondante, salivazione, lacrimazione, pupille strette, calo della pressione e del battito. È causata dalle inocibi e dalle piccole clitocibi bianche. Esiste un antidoto efficace, l'atropina.

Sindrome panterinica

Da 30 minuti a 3 ore: agitazione, confusione, euforia o allucinazioni, poi sonnolenza profonda. È dovuta all'ovolo malefico e alla tignosa bruna.

Sindrome coprinica

Alcuni coprini, come il Coprinopsis atramentaria, sono innocui da soli ma, se si beve alcol nei giorni vicini al pasto, provocano rossore al volto, palpitazioni e malessere, come il farmaco usato contro l'alcolismo.

Le intossicazioni "da funghi buoni"

Non tutte le intossicazioni sono colpa di funghi velenosi. Molti casi riguardano funghi commestibili:

Cosa fare in caso di sospetta intossicazione

  1. Chiama il 118 o vai al pronto soccorso più vicino. Puoi contattare anche un Centro Antiveleni: rispondono 24 ore su 24.
  2. Porta i resti: avanzi del pasto, funghi crudi, scarti della pulizia. Servono al micologo per riconoscere la specie e al medico per scegliere la cura.
  3. Avvisa chi ha mangiato con te, anche se sta bene: potrebbe essere nella fase senza sintomi.
  4. Non prendere iniziative: niente latte, alcol, farmaci o rimedi popolari.

Come evitarle: la prevenzione

Fonti: ISPRA, Manuali e linee guida 188/2019, "Funghi comuni. Caratteristiche principali, sosia e aspetti tossicologici"; Regione Lombardia, "Manuale del cercatore di funghi" (2009); materiali didattici dell'Associazione Micologica Bresadola. Questa guida ha scopo informativo e non sostituisce il parere di un medico.